Per gli italiani la vacanza

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Il Corriere della Sera di lunedì ha pubblicato un interessante inchiesta che ha monitorato le reali possibilità economiche che avranno gli italiani questa estate di andare in vacanza. Ne esce un quadro difficile, specchio dell’attuale situazione del nostro paese, e che si riflette in modo drammatico per le ricadute che questo determina sulla già difficilissima situazione economica ischitana.

Ischia, che è stata  territorio “tedesco” fin dagli anni sessanta si era per  niente preoccupata dell’enorme calo di presenze teutoniche. Le cifre in nostro possesso parlano , dal 2003 ad oggi di un calo del 70,6% di arrivi dalla Germania con costanti diminuzioni di arrivi, confermati seppur in maniera più contenuta, anche quest’anno. A fronte del calo tedesco il turismo isolano non si è preoccupato di indagare le origini del malessere e porre i necessari ed immediati rimedi, ma ha fatto ricorso, solo contenendo il danno, al mercato italiano gestito in larga parte o dalle vecchie tradizionali agenzie o da improvvisati “Tour Operators” isolani nascosti dietro la parola “portali”. Oggi il risultato è sotto gli occhi di tutti. I tedeschi hanno ripreso a viaggiare nel mondo ed anche in Italia ma non conoscono più Ischia né ne sono attratti. L’economia  italiana segna il passo e con essa la contrazione dei consumi determina poche possibilità di fare vacanza, e nel contempo non ci stiamo attrezzando adeguatamente agli scenari che potrebbero capitarci il prossimo inverno.  Molte aziende turistiche, segnatamente le pensioni a carattere familiare e le tre stelle, potrebbero essere  escluse dai cataloghi della stagione 2012 perché l’assenza della domanda porterà ad un ulteriore riduzione degli spazi che i grandi gruppi turistici internazionali riserveranno ad Ischia. Una inevitabile stretta creditizia bancaria, legata agli scenari di questi giorni, potrebbero, agli inizi dell’autunno, far collassare la oramai fragilissima nostra economia. Quando si dice che stiamo ballando sul Titanic che affonda si è in fondo ottimisti. Lì, almeno per molti, vi furono le scialuppe a  salvarli, qui la mia sensazione è che non ci siano nemmeno le scialuppe. Svegliamoci tutti prima che sia troppo tardi

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