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Salvini incontinente. Higuain “indegno”?

Il potere logora chi non ce l’ha, chiosava un grande della Prima Repubblica.
E da alla testa chi lo ha, aggiungo umilmente io.
Il caso emblematico è quello del Ministro degli Interni Matteo Salvini.
Nell’abbuffata del presenzialismo che oramai lo pervade, non perde occasione per occuparsi di ogni cosa della vita pubblica italiana e non solo.
Non che non abbia il diritto.
Ci mancherebbe altro.
Ma, vista anche l’alta carica che ricopre, un minimo di prudenza e misura sarebbero ben accette.
Oggi tra la presentazione del calendario della Polizia e l’incontro con Nicchi, Presidente dell’AIA in relazione allo sciopero degli arbitri laziali indetto per domenica prossima, ha trovato il modo di dare ulteriormente fiato alla propria bocca esprimendo giudizi, a mio parere, davvero sgradevoli e penosi su Higuain dopo l’espulsione di domenica sera.
Definire “indegno” un giocatore del nostro, mio e suo come dei milioni di tifosi rossoneri, Milan che esce dal campo in lacrime dopo aver subito una grave ingiustizia sul finire di una gara quanto mai sentita, per il centravanti argentino è qualcosa che offende terribilmente noi tifosi, il Milan ed il calciatore.
Perché indegno?
Perché una definizione tanto volgare?
La motivazione solita, banale e scontata è sempre la stessa: il ragazzino che guarda e tutto quel che ne consegue. Certo è vero.
Ma la stessa dichiarazione Salvini, quando non era sulla cresta dell’onda e non aveva i media alle sue calcagna pronti a fare titoli per ogni suo sbuffo, non la fece ad esempio per un altro nostro idolo che oggi siede sulla panchina del Milan quando aggredì Jordan sulla panchina del Tottenham con una sceneggiata dai toni e dalla rilevanza ben più grave della protesta, sicuramente condannabile, di Higuain.
Ed è al tempo stesso triste che oggi il Milan debba essere l’occasione sulla quale banchettare per avere un titolo in più su un portale che non si occupi di politica.
Tutto fa brodo, caro Matteo. Ma il Milan è una roba seria per tanti di noi e sulla quale bisogna avere rispetto e pesare le parole senza usarle in maniera strumentale.
Caro Ministro si faccia un esame di coscienza e capisca lo stato d’animo di un ragazzo che gioca la partita delle mille motivazioni, la sbaglia e non pago subisce l’ingiustizia più grande con una espulsione immeritata ed esce dal campo in lacrime.
Il Ministro auspica addirittura una squalifica pesante.
Ed allora al Ministro viene da chiedere se è INDEGNO e, nel caso lo fosse, quale squalifica ha avuto lo stesso per aver cantato sulla puzza dei napoletani.

L’INDEGNO coro con il quale descrisse i napoletani lo ha liquidato con banali scuse malgrado lo abbia fatto senza la tensione di una gara e mentre ricopriva una carica ufficiale all’interno di un movimento politico.
Aspetto che si dia da solo una lunga squalifica come si augura per Higuain.
Perché i ragazzini guardano Lei come guardano Higuain, con la differenza, mi verrebbe da dire ma lo penso solo tra me e me, che le responsabilità di Higuain sono molto più importanti delle sue.

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