NAPOLI 2036: IL SOGNO OLIMPICO CHE L’ITALIA MERITA

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Dopo Milano-Cortina e l’America’s Cup, il Golfo più bello del mondo può ospitare i Giochi Estivi

La cerimonia inaugurale di Milano-Cortina 2026 ci ha ricordato chi siamo: un popolo capace di emozionare il mondo intero con la nostra bellezza, la nostra creatività, il nostro genio. Quando Alberto Tomba e Deborah Compagnoni hanno acceso il braciere olimpico all’Arco della Pace, mentre Sofia Goggia faceva lo stesso a Cortina, ho sentito un’ondata di orgoglio percorrermi. E mi sono chiesto: perché fermarsi qui?

Nel luglio 2027, appena diciassette mesi dopo la chiusura dei Giochi invernali, il mondo tornerà a guardare l’Italia. Questa volta sarà Napoli, con il suo golfo leggendario, ad accogliere la 38ª edizione dell’America’s Cup, la competizione velica più antica e prestigiosa del pianeta. Le regate si svolgeranno davanti a Castel dell’Ovo, con il Vesuvio a fare da sfondo e le basi dei team internazionali a Bagnoli, un’area che si sta trasformando da simbolo di abbandono a polo di eccellenza.

Ma se siamo capaci di ospitare le Olimpiadi invernali e l’America’s Cup, perché non sognare in grande? Perché non candidare Napoli e la Campania per le Olimpiadi Estive del 2036?

Roma, con la sindaca Raggi, respinse la propria candidatura per i Giochi del 2024, lasciando un vuoto che ancora brucia nel cuore di molti italiani. Ma oggi, mentre il processo di selezione per il 2036 è appena iniziato, si apre una nuova finestra di opportunità. E questa volta, Napoli potrebbe essere la risposta che l’Italia sta cercando.

UN PALCOSCENICO UNICO AL MONDO

Immaginate gli atleti che gareggiano con il Vesuvio all’orizzonte. Le gare di vela nel Golfo di Napoli, tra Capri, Ischia e Procida. Le maratone che partono da Pompei, attraversano le strade dell’antica Roma e arrivano sul lungomore partenopeo. Le cerimonie di apertura e chiusura in uno stadio moderno con vista sul mare, mentre il sole tramonta dietro le isole.

Napoli offre qualcosa che nessun’altra città al mondo può garantire: un connubio perfetto tra storia millenaria, bellezza naturale mozzafiato e tradizione sportiva. Dove altro si può nuotare in acque cristalline al mattino, visitare un sito archeologico patrimonio UNESCO nel pomeriggio, e cenare con vista su uno dei panorami più celebrati della letteratura mondiale?

Ischia, con le sue terme e le sue strutture ricettive, potrebbe ospitare migliaia di atleti e visitatori. Capri potrebbe essere il palcoscenico per eventi velici di livello mondiale. Procida, capitale italiana della cultura 2022, porterebbe il suo spirito autentico e la sua dimensione umana. E Pompei… Pompei darebbe al mondo un’immagine che resterebbe impressa per sempre nella memoria olimpica.

LE INFRASTRUTTURE: UN LASCITO PER LE GENERAZIONI FUTURE

L’esperienza di Milano-Cortina ci insegna che le Olimpiadi non sono solo due settimane di sport, ma un catalizzatore di trasformazione urbana e infrastrutturale. L’America’s Cup sta già accelerando la riqualificazione di Bagnoli, un’area che per troppo tempo è rimasta ai margini. Con i Giochi Olimpici del 2036, questo processo potrebbe essere portato a compimento in modo ancora più ambizioso.

Napoli e la Campania hanno bisogno di investimenti strutturali: collegamenti ferroviari veloci tra le isole e la terraferma (finalmente quella metropolitana del mare di cui si parla da decenni), nuove infrastrutture sportive che resterebbero a disposizione delle comunità locali, riqualificazione di intere aree urbane, potenziamento dell’aeroporto di Capodichino e del porto. Le Olimpiadi potrebbero essere il pretesto per realizzare in dieci anni ciò che altrimenti richiederebbe generazioni.

Ischia, la mia isola, potrebbe vedere finalmente completate quelle opere di messa in sicurezza del territorio e di valorizzazione turistica sostenibile che attendiamo da troppo tempo. Un sistema di trasporti moderno collegherebbe tutte le località del golfo, creando un’area metropolitana integrata come poche al mondo.

L’IMPATTO ECONOMICO: UNA NUOVA PRIMAVERA PER IL SUD

I dati parlano chiaro: Brisbane, che ospiterà le Olimpiadi del 2032, stima un ritorno economico di 17,6 miliardi di dollari per l’Australia. Per Napoli e la Campania, l’impatto potrebbe essere anche maggiore, considerando la posizione strategica nel Mediterraneo e l’attrattiva turistica già consolidata della regione.

Parliamo di decine di migliaia di posti di lavoro creati, non solo durante i Giochi ma negli anni di preparazione e nell’eredità post-olimpica. Parliamo di un indotto turistico che continuerebbe a generare ricchezza per decenni. Parliamo di una vetrina internazionale che porterebbe Napoli, Ischia, Capri, Procida e Pompei al centro dell’attenzione mondiale per mesi.

Il Mezzogiorno, che sta già crescendo più della media nazionale, dimostrerebbe al mondo di essere protagonista del futuro italiano, non solo custode del suo glorioso passato. Napoli diventerebbe un modello di rigenerazione urbana, innovazione sostenibile e capacità organizzativa.

LA COESIONE NAZIONALE: UNIRE L’ITALIA ATTRAVERSO LO SPORT

C’è un aspetto che va oltre l’economia e le infrastrutture: quello simbolico. Dopo Torino 2006, Milano-Cortina 2026 e l’eventuale Napoli 2036, l’Italia dimostrerebbe una continuità olimpica che pochi paesi al mondo possono vantare. Ma soprattutto, porterebbe i Giochi in tutte le sue macro-regioni: Nord-Ovest, Nord-Est e finalmente Sud.

Questo significherebbe dire al mondo, ma anche a noi stessi, che l’Italia è davvero una. Che il talento, la passione e la capacità organizzativa non hanno confini geografici. Che un ragazzo di Ischia può sognare di gareggiare davanti a casa propria, proprio come hanno fatto gli atleti lombardi e veneti in questi giorni.

Le immagini delle Olimpiadi napoletane resterebbero impresse nell’immaginario collettivo: il tuffatore che si lancia dalla piattaforma con Capri sullo sfondo, il maratoneta che corre tra le rovine di Pompei, il velista che naviga tra Ischia e Procida, il cestista che schiaccia a canestro mentre il Vesuvio veglia sulla partita.

UNA CANDIDATURA CREDIBILE

Qualcuno dirà: “È un sogno impossibile”. Ma lo dicevano anche per l’America’s Cup, e invece Napoli l’ha conquistata. Lo dicevano per Milano-Cortina, e invece eccoci qui, con il mondo che guarda l’Italia con ammirazione.

Abbiamo già dimostrato, con Milano-Cortina, di saper organizzare Giochi sostenibili, innovativi e spettacolari. Con l’America’s Cup dimostreremo la capacità di Napoli di gestire eventi di portata globale. Perché non fare il passo successivo?

Il processo di selezione per il 2036 è appena iniziato. Le principali candidate al momento sono Ahmedabad in India e Doha in Qatar, ma l’Italia ha carte vincenti che nessun altro può giocare: un patrimonio culturale unico, un’esperienza olimpica consolidata, e una location che farebbe sognare il mondo intero.

IL MOMENTO È ADESSO

Mentre scrivo queste righe, il braciere olimpico arde all’Arco della Pace e in Piazza Dibona. Tra pochi giorni inizieranno le gare, e per due settimane l’Italia sarà al centro del mondo sportivo. Nel 2027, toccherà all’America’s Cup. E nel 2036?

Il 2036 potrebbe essere l’anno in cui il Golfo di Napoli, le isole di Ischia, Capri e Procida, e le rovine eterne di Pompei accoglieranno gli atleti di tutto il mondo. L’anno in cui dimostreremo che il Sud non è solo storia e bellezza da cartolina, ma futuro, innovazione, opportunità.

L’anno in cui, ancora una volta, l’Italia farà sognare il mondo.

E questa volta lo farebbe dal mare, dai panorami, dalle atmosfere e dal calore umano dalle più belli che ci siano.

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