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L’Ischia e l’affluenza al Mazzella

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Si è scatenata sul web come nei bar, nelle ultime settimane, una querelle che vede “contrapposte”  diverse frange della tifoseria dell’Ischia. E’ in gioco una sorta di diritto di primogenitura tra chi si possa fregiare di essere più tifoso di un altro.

Il metro di giudizio pare venga stilato in base al numero di presenze allo stadio negli anni bui dopo la retrocessione, dalla squadra del cuore in serie A si va da una penalizzazione minima se si è tifosi del Napoli ad una massima, con rischio di espulsione dal “Mazzella”, per chi è macchiato dall’onta dell’appartenenza alle squadra del nord.

Fin qui la parte ludica. In realtà ci si interroga cosa fare per riempire il “Mazzella” come in passato. La mia analisi è stata proposta in passato e sicuramente, date le competenze elevatissime in materia di marketing, l’Ischia Calcio probabilmente la ha già presa in considerazione. Vale però la pena, a mio modo di vedere,  approcciare il problema su basi “scientifiche” e non di pancia come sta avvenendo negli ultimi giorni. Questo anche per poter poi, eventualmente, individuare le soluzioni più adatte ad attutire il problema.

Partirei da una fotografia del calcio italiano oggi. La media spettatori della serie A nella stagione scorsa è scesa a 23.081. Si pensi che la Roma, pur con l’entusiasmo della nuova proprietà americana, ha registrato una media di 34.607 spettatori mentre ancora nel 2001, anno è vero dello scudetto, ma con le TV che già imperversavano era di 64.270 e nel 1994 di 56.356, un calo come si vede notevole.

La serie B, pur vantando nel complesso delle società partecipanti club del calibro della Sampdoria e del Torino, ha avuto una media spettatori di 6.190, mentre l’anno precedente senza la Sampdoria, miglior club in questa classifica di 4.870, con il Torino a parteciparvi.

La stessa Juve il cui stadio è quasi sempre abbastanza pieno ha in realtà ridotto la capienza a 40.000 spettatori mentre il glorioso Comunale degli anni ’70 ed ’80 lo era di 70.000.

Ora pare del tutto evidente che l’emorragia è, continuando così, inarrestabile. Le cause sono diverse. Crisi economica, inadeguatezza degli impianti, sovradimensione degli stessi in relazione alle attuali esigenze, televisioni. L’ingresso della Tv nella vita del nostro calcio ha probabilmente cambiato l’approccio del tifoso rispetto all’avvenimento. La nostra tradizionale pigrizia ha preso il sopravvento in talune circostanze.

Ma come dicevo sono sempre i numeri che fotografano asetticamente la realtà.

Veniamo all’Ischia. Ho preso in esame la nostra Regione e di questa ho estrapolato dati relativi alle due maggiori città, Napoli e Salerno, e alcune realtà del nostro girone.

Tabella Residenti e spettatori

Città Residenti Densità Kmq Famiglie Kmq Media Spettatori % Residenti % Famiglie
Napoli 959.574 8.182,6 373.846 117,27 35.128 3,66% 9,40%
Pomigliano d’Arco 39.215 3.427,9 12.560 11,44 420 1,07% 3,34%
S.M. Capua Vetere 18.839 387,4 7.662 48,63 650 3,45% 8,48%
Salerno 139.019 2.357,9 54.468 58,96 350 0,25% 0,64%
Ischia 18.828 2.338,9 8.919 8,05 1.347 7,15% 15,10%
Ischia e Barano 28.911 1.512,0 12.802 19,12 1.347 4,66% 10,52%
Totale Isola Ischia 62.860 1.356,8 48.534 46,33 1.347 2,14% 2,78%

L’Ischia con in suoi 1.347 spettatori di media, fonte sport vesuviano, si colloca al primo posto per numero per media spettatori in serie D nella nostra regione. Questo dato assoluto viene ulteriormente valorizzato dal grafico seguente:

Percentuale spettatori rispetto ai residenti

 

 

Si può notare come in relazione al numero di residenti l’Ischia abbia nettamente il più alto numero si spettatori della Campania pur confrontandosi con realtà gigantesche tipo Napoli o Salerno. Con un 7,15% di spettatori, contro il 3,66% del Napoli, e lo 0,75% della Salernitana, sicuramente segnata dalle ultime vicende societarie. E se è vero come è vero che il Napoli ha una utenza televisiva che qui non viene contemplata è comunque anche da tener conto che la popolazione di riferimento, che io ho circoscritto alla sola città partenopea, è sicuramente più ampia se si considera tutta la provincia, oltretutto estremamente popolosa.

Un dato assolutamente empirico, ma che riporto sulla base della frequentazione domenicale del “Mazzella”, è quello che vede presenti tifosi del comune di Ischia Porto e di Barano, mentre sono quasi del tutto assenti quelli degli altri comuni. Quindi sommando i residenti di Barano ed Ischia Porto, si è comunque al primo posto con un 4,66%. Il dato crolla quando rapportiamo gli spettatori al totale dei residenti sulla intera isola. Teniamo comunque conto, in questa analisi, che molti sulla nostra isola sono residenti di facciata, avendovi magari una casa di proprietà, ma non lo sono nella realtà. Ma questo è un dato che non è possibile estrapolare e che pongo all’attenzione dei curiosi.

Il grafico successive mette in relazione gli spettatori e le famiglie. Cioè la percentuale di famiglie coinvolte nella passione per l’Ischia Calcio.

Percentuale spettatori rispetto alle famiglie

 

Anche qui l’Ischia è largamente prima in Campania con un 15,10% di famiglie coinvolte mediamente nell’avventura della squadra gialloblè a fronte di un 9,40% per il Napoli e di uno 0,64% per la Salernitana, per le quali vanno comunque fatti tutti i distinguo di cui sopra. Resta il fatto che sommando le realtà di Ischia e Barano si ancora primi di misura con il 10,52% delle famiglie, mentre facendo un rapporto famiglie-isola il dato crolla al 2,78%.

Ora tutto questo mi porta alle conclusioni finali.

Cade la vulgata che vedrebbe disinteresse dell’ischitano verso la propria squadra stante un rapporto altissimo spettatori/residenti in relazione al momento storico di tutto il calcio italiano. I fasti del passato non li raggiunge l’Ischia men che meno altre realtà più grandi in campionati più importanti del nostro attuale.

Cade anche la storiella, che qualcuno mi ha sussurrato nell’orecchio, per cui c’è poca Ischia nella dirigenza. Non ci credevo prima, men che meno ora. Credo che tranne i pochi che hanno vissuto l’Ischia dal di dentro nel passato e che oggi a torto o a ragione, per me più valida la seconda, ne sono fuori, il resto dei nostri tifosi vuole solo squadra e risultati degni del blasone.

Bisogna coinvolgere tutta l’Isola. Non possiamo pensare che l’Ischia sia solo la squadra del Porto ma è assolutamente necessario che diventi la squadra dell’isola, come lo fu in passato. E’ un processo lungo, è un processo che si attiverà in maniera pingue quando, speriamo, saliremo di categoria. Ora la società, di concerto con i tifosi, dovrà tentare un’operazione simpatia in tutti i comuni isolani per aumentare la platea.

Non credo alle riduzioni dei biglietti. Questa fa diminuire gli incassi senza portare uno spettatore in più, come dimostrato domenica scorsa per l’ appuntamento clou con il Bisceglie.

 

2 thoughts on “L’Ischia e l’affluenza al Mazzella

  1. Giuseppe hai ragione sulla crisi economica che attanaglia tutte le famiglie italiane e pertanto anche quelle ischitane. Reputo comunque che una riduzione di 3 euro non sposti il problema ma faccia solo incassare alla società il 30% in meno. Non incide nemmeno, a mio modo di vedere, la mancanza di ischitani in società. Anzi in alcuni momenti storici questo può essere anche positivo. Bisognerà sicuramente tentare di allargare il numero dei potenziali appassionati facendo leva sulla qualità della squadra e l’appartenenza alla comunità isolana nel suo complesso.
    Sempre Forza Ischia, e grazie per avermi letto. A presto

  2. Caro Marco,
    innanzitutto grazie per avermi letto.
    Si è posta nelle ultime settimane la problematica della presunta, a mio modo di vedere, scarsa affluenza al Mazzella pur in presenza di una squadra destinata a lottare per salire di categoria. La mia diciamo con un pò di presunzione, analisi, parte dal presupposto che non si può scindere la proporzione abitanti/spettatori. E che di conseguenza esiste uno zoccolo duro che segue la squadra a prescindere, una parte che la segue in funzione dei risultati, un’altra in ragione della categoria di appartenenza. La prima, se prendiamo gli abitanti di Ischia Porto, è già alta di per se, la seconda pure ma dovrebbe avere un sostegno maggiori dalle altre parti dell’isola, la terza è la più volubile e seguirà l’Ischia in C, non prima. Se in serie A vediamo i dati del Milan ad esempio, ha una base curvaiola che segue ma oggi è al minimo storico come affluenza non avendo una squadra in linea con quelle degli anni passati. Questo per dire che a tutti i livelli dalla Champions all’interregionale l’interesse verso la propria squadra ha diverse motivazioni, secondo me. Quindi concludo dicendo che l’Ischia deve assolutamente porsi l’obiettivo di essere la squadra degli isolani per allargare la sua platea minima di supporters e poi in relazione al momento storico del calcio italiano, comunque in ribasso ovunque, potrà non dico tornare all’affluenza dei primi anni 90 ma sicuramente ad una cornice più importante. Le realtà di Salerno o Catania sono lontanissime da noi per blasone e bacino di utenza, come hai giustamente rimarcato, ma io avevo messo Salerno momentaneamente nel lotto solo per dire che anche una piazza tanto calda viveva un momento difficile legato ai risultati ed al momento economico di tutti noi.
    Ti saluto caramente
    Leonardo

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