Ad Ischia quando invertiremo la curva della domanda e dell’offerta?

Ad Ischia quando invertiremo la curva della domanda e dell’offerta?

E’ da sempre argomento di discussione, sulla nostra isola, la questione relativa alle tariffe applicate dagli operatori del settore alberghiero. Una guerra tra guelfi e ghibellini tra chi contesta agli albergatori il continuo ribasso dei prezzi, con relativa qualità del turismo, e tra chi non vede via di uscita alla crisi, non solo per il COVID-19, se non con l’adeguamento al ribasso dei prezzi.

La verità è che i prezzi, per il turismo come per tutti gli altri comparti, seguono la banalissima curva della domanda e dell’offerta. Siamo solo noi qui, che di turismo viviamo, ad ostinarci a non voler vedere razionalmente il nostro tracollo.

Per questo motivo credo sia utile cercare i numeri di Ischia e della nostra concorrenza riguardo i posti letto, il numero degli abitanti, le richieste sul web per la nostra isola e per le località limitrofe. A mio parere i raffronti con Capri, la penisola sorrentina e la costiera amalfitana sono i più logici perché con loro Ischia condivide il territorio, le peculiarità culturali, gastronomiche, l’aeroporto e la stazione di Napoli. Il vettore nel turismo è uno dei fattori determinanti per il successo di una località turistica e con i nostri competitors regionali condividiamo tutti in egual misura le possibilità di raggiungerci sia dall’Italia che dall’estero.

Il primo dato esaminato, naturalmente, è il numero dei posti letto che ogni località mette sul mercato.

Grafico 1 – Numero strutture
Grafico 2 – Numero posti letto
Grafico 3 – Percentuale posti letto per abitante

Ischia, come si vede, ha 301 strutture alberghiere pari al 43% delle strutture delle località prese in considerazione e 22.797 posti letto dichiarati, pari al 39%. Capri che è la realtà isolana cui quotidianamente guardiamo con malcelata invidia ha 65 strutture pari al 9% e 3.541 posti letto, pari al 6% dei posti letto complessivi. Questo è già il primo dato che rende Ischia e Capri differenti in maniera sostanziale. Differenza che diventa molto più pronunciata con i numeri che seguono. Il grafico 3 prende in considerazione il numero dei posti letto in relazione al numero degli abitanti. E’ un valore che tenderei a non minimizzare perché tutte le località prese in considerazione hanno quale unica fonte di reddito il turismo vacanziero. Ebbene Ischia ha ampiamento il rapporto più denso.

Un posto letto ogni 2, 79 abitanti, pari al 35.9% della popolazione. Il doppio di Capri che ne ha uno ogni 5,98 pari al 16,71 e superiore anche alla penisola sorrentina, al 22,29%, ed alla costiera pari al 30.3%.

La prima considerazione che vien da fare è che ad Ischia si sono costruiti troppi posti letto ed è per questo motivo che oggi ci ritroviamo in una saturazione dalla quale è difficile venire fuori. E’ però anche vero che negli anni ’70 ed ’80, i posti che avevamo erano sempre pochi rispetto alla domanda e credo sia stato naturale, sebbene terribilmente miope come atteggiamento, tentare di costruire quanti più posti letto possibili. Il problema, ma lo vedremo in seguito, è stato non supportare l’industria turistica ischitana, che cresceva a dismisura, con servizi adeguati, sia pubblici che privati, né si è sentito il bisogno di dare continuità alla nostra immagine. L’illusione era che il trend sarebbe rimasto quello per sempre senza soluzione di continuità. E’ stato, probabilmente, un atteggiamento anche più grave dell’aver aumentato a dismisura la capienza ricettiva. In ogni caso se è vero che il rapporto abitanti/posti letto sembra dar ragione a chi sostiene, non senza qualche ragionevole motivo, che sia troppo denso è anche vero che con questo rapporto, dagli anni ’50 sino all’inizio del nuovo millennio, la ricchezza media degli ischitani è cresciuta come pochi posti al mondo.

Con questi numeri è evidente che l’annoso problema della qualità media della nostra clientela debba tendere al ribasso. Non conosco località al mondo che, mettendo sul mercato un numero così elevato di posti, possa fare solo turismo d’élite.

Grafico 4 – Numero posti letto 5 stelle
Grafico 5 – Percentuale posti 5 stelle sul totale posti letto.

Il grafico numero 4 mostra il numero assoluto dei posti 5 stelle. Ischia ne ha 1.477 a fronte dei 1.008 di Capri, dei 1.605 della penisola sorrentina ed i 1.779 della costiera amalfitana, ma è il grafico 5 che è impietoso se si tiene conto del totale dei posti. Capri ha il 28,47% del totale dei suoi posti nei 5 stelle, la costiera il 13,37%, la penisola l’8,82% ed Ischia solo il 6,48%, che se da un lato è anche comprensibile visto l’altissimo capienza del nostro settore dall’altro appare inconfutabile come sia troppo sperequato rispetto ai nostri competitori regionali.

Ma il vero nocciolo della questione, a mio avviso, arriva su come va a determinarsi la curva della domanda e dell’offerta. Prendiamo in considerazione le ricerche che vengono fatte su Google delle nostre località sia nell’ultimo anno che nel trend dal 2004, anno dal quale Google rende noti i dati. Segmentiamo le ricerche fatte da tutto il mondo, dall’Italia e dalla Germania che è stato il nostro mercato di riferimento da quando Ischia è diventata una località turistica ed è stata la nostra innegabile fortuna. Ne vengono fuori dei dati con i quali è difficile pensare ad una rinascita del nostro comparto se non attraverso un cambio di politica economica ed amministrativa a tutti livelli.

Grafico 6 – Interesse dal mondo nell’ultimo anno
Grafico 7 – Interesse dal mondo dal 2004 ad oggi
Grafico 8 – Interesse dalla Germania nell’ultimo anno
Grafico 9 – Interesse dalla Germania dal 2004 ad oggi
Grafico 10 – Interesse dall’Italia nell’ultimo anno
Grafico 11 – Interesse dall’Italia dal 2004 ad oggi
Grafico 12 – Percentuale interesse tra le località comparate
MondoItaliaGermania
Ischia12 Mesi11,32%29,80%8,21%
Dal 200414,04%37,74%18,38%
Capri12 Mesi46,15%23,04%61,50%
Dal 200447,61%22,65%57,05%
Sorrento12 Mesi22,05%22,91%9,21%
Dal 200420,63%21,71%7,62%
Positano12 Mesi9,18%14,25%7,55%
Dal 20047,21%9,29%5,43%
Amalfi12 Mesi11,30%10,00%13,53%
Dal 200410,51%8,61%11,51%
Tabella 1 – Percentuale richieste tra le località comparate. Nell’ultimo anno e dal 2004 ad oggi.

I grafici dimostrano chiaramente che l’interesse per Ischia è in costante decrescita e questo a fronte del numero di posti letto, ampiamente maggiore rispetto a Capri Sorrento e la costiera, non può che far scendere le tariffe con il continuo ricorso alla ciambella della sopravvivenza dei gruppi tutto incluso. Il picco delle richieste per Ischia è nell’agosto del 2017 ed legato chiaramente al tragico evento del terremoto.

La tabella 1 è quella sulla quale la nostra comunità non può più far finta di niente. Premesso che i numeri tra noi ed il resto della compagnia sono impietosi faccio notare che anche per l’Italia, dove restiamo leader, le ricerche sono scese da una media dal 2004 che era pari al 37,74% al 29,08% dell’ultimo anno. Senza contare la tragedia del crollo della Germania che dal 2004, già anno in ribasso rispetto ai fasti degli anni ’70, ’80 ed anche ’90, ci vede scendere dal 18,38% al 8,21%. Tutte le ricerche per le altre località che ho preso in considerazione sono in crescita costante tranne Ischia in calo. I dati che ho estrapolato sono a diposizione per ogni legittima valutazione da parte dei protagonisti della nostra isola, è in ogni caso evidente che se rispetto a Capri, ad esempio, abbiamo circa l’ 80% in più di posti letto ed abbiamo il 75% in meno delle richieste la tariffa alberghiera non può che essere, conseguenzialmente, estremamente più bassa. Ma tutti i nostri numeri sono tendenzialmente sono in paurosa decrescita.

Eppure sembra incredibile tutto questo se consideriamo il nostro territorio con quello, splendido anch’esso, di Capri, la costiera e Sorrento. Le Terme sono solo le nostre con l’unicità dei parchi termali. Uniamo sullo stesso territorio spiagge più numerose e più belle degli altri, l’enogastronomia, i paesaggi straordinari dalle nostre colline, la storia con reperti unici al mondo

Cosa fare dopo il COVID

Una domanda alla quale naturalmente non ho risposta certa. Considero inattuabile l’idea della diminuzione dei posti letto che dovrebbe avvenire in base ad una selezione tutta da definire.

Quali strutture dovrebbero chiudere? Purtroppo il COVID potrebbe far cessare diverse attività che non riusciranno a riaprire, molte delle quali nel commercio. Ad ogni modo la comunità dovrà farsi carico dei posti di lavori che bene o male verranno immediatamente persi. E se consideriamo il fatto, inoppugnabile, che sino a 20 anni fa questi posti letto non erano sufficienti per la richiesta che c’era su Ischia l’unica ricetta che penso gli isolani debbano mettere in campo da subito va in tre direzioni per far risalire in numero delle richieste in maniera esponenziale:

  • Dare vita finalmente a tutti i progetti green attuabili attraverso uno sforzo comune delle amministrazioni, delle categorie e dei singoli cittadini;
  • Coordinare un piano comune tra le sei municipalità per il traffico terrestre ed i collegamenti con la terra ferma;
  • E poi, il più importante a mio avviso, iniziare tutti insieme una grande campagna pluriennale di promozione della nostra isola con l’ausilio di una agenzia di marketing, senza fare nomi ce ne sono anche isolane di ottimo livello, magari legando, ad esempio, il brand Ischia ad un personaggio che la possa rilanciare nell’immaginario degli italiani e degli stranieri. Mi viene in mente un nome alla Chiara Ferragni, ma se potrebbero fare altri.

Le iniziative, anche meritorie, del singolo gruppo alberghiero, della agenzie di viaggi locali o della singola amministrazione sono semplicemente velleitarie e senza prospettiva. Tese solo per la sopravvivenza.

Qui c’è bisogno subito che amministrazioni, associazioni di categorie, sindacati, imprese di tutti i settori, singoli cittadini si siedano ed elaborino una strategia di rilancio tutti insieme seriamente ed una volta per tutte. Tenendo conto che solo la prosperità collettiva porterà beneficio alle persone ed alle singole imprese diversamente Ischia potrebbe davvero essere destinata a tornare alla economia pre-Rizzoli o quasi.

Leonardo