Quale futuro per il nostro calcio?

Dico la mia sulla peggior nazionale della nostra GLORIOSA storia calcistica.
Possiamo dire tutto su Prandelli, Balotelli e quant’altro. Tutte opinioni e, critiche soprattutto, legittime
La verità è che il movimento calcistico italiano esprime questo livello tecnico.
Prandelli non ha lasciato fenomeni a casa e chi verrà in suo luogo avrà un lavoro immane nel cercare di costruire nel breve una squadra quantomeno dignitosa.

La conferenza stampa del dopo gara con l’Uruguay è lo specchio della tensione e forse del compito più grande di lui cui è stato designato. Lascia comunque da gran signore quale è, praticando l’istituto delle dimissioni che è cosa quasi del tutto sconosciuta nel nostro paese.

Ma i mali vengono da lontano, e non sono attribuili alla attuale confusa gestione tecnica.

In luogo di affari con l’estero presidenti ed avventurieri del nostro sport nazionale preferiscono il trasferimento di somme su sicuri conti cifrati per transazioni internazionali in luogo della valorizzazione dei nostri ragazzi che finiscono per marcire, sconosciuti, nei campionati minori.

Purtroppo la globalizzazione è anche questo e non potremo evitare il tesseramento smodato di improbabili calciatori che servono a scopi che con lo sport hanno poco o  nulla a che vedere.

La Federazione però può intervenire con un provvedimento uguale e contrario.

Le leggi comunitarie legittimano la circolazione illimitata dei lavoratori all’interno della stessa. E’ altresì vero che non capisco come sia laboriosissimo avere la nostra cittadinanza per un bracciante camerunense o per un metalmeccanico del Senegal mentre è semplicissimo per un tesserato calcistico avere un passaporto comunitario. Ma qui si aprirebbero questioni ancora più complesse e maliziose,  per cui il numero massimo di stranieri da tesserare è di fatto impossibile da praticare.

Però come per la D si impone il numero degli Under da mettere in campo si imponga il numero minimo di italiani, tipo 6, da avere sempre in campo contemporaneamente.

Quindi chi pure avesse 20 stranieri sarà solo ed esclusivamente una sua scelta perché dovrà schierare 6 italiani. Per cui la panchina avrà un  numero elevato di italiani.

Vedremo così tanti ragazzi delle giovanili o provenienti dalle serie minori esser schierati, valorizzati e con la possibilità di maturare.

E’ questa l’unica via per mettere i presidenti, i mestieranti e gli assassini del nostro calcio con le spalle al muro. Naturalmente è un provvedimento da estendere anche alle giovanili oggi popolate di ragazzi provenienti da ogni dove e sulla cui pelle si giocano movimenti finanziari vergognosi.

Staniamo la belva dalla tana e vediamo chi si opporrà a questo provvedimento che darebbe ossigeno anche alle società delle serie minori che una volta vivevano con la valorizzazione e la vendita dei propri ragazzi migliori e che oggi sono di fatto escluse dal mercato.

Si potrebbe obiettare che così facendo avremo un periodo di magre per le squadre di club in campo internazionale.

Non mi pare che quello attuale sia foriero di grandi risultati. Tanto vale invertire la rotta e forse tra un paio di mondiali saremo di nuovo competitivi come una volta.

Altre opzioni non ne vedo se non il definitivo collasso del nostro movimento sportivo più amato e popolare.

Ma la nostra Federazione, oggi cimitero degli elefanti dei trombati in politica che trovano riparo e riflettori nella più mediatica ed importante vetrina sportiva del nostro paese, avrà  il coraggio, o meglio LE PALLE, per attuare una riforma vera ed immediata del nostro calcio?

Credo di no. Come tutte le altre riforme in campi che per il sociale sono di ben maggiore rilevanza restano nell’alveo delle chiacchiere da bar,  anche questa continuerà a a marcire come sta marcendo purtroppo tutta la nazione.