Le critiche, assurde, alla festa per il 160° anno del Porto d’Ischia

Ho scorso i giudizi, dati sulle pagine dei social, sulla festa per il 160° anniversario della apertura del porto.

Molto positivi nella quasi totalità ma con diversi distinguo fatti da uomini politici oggi o all’opposizione o sull’aventino.

Segnalo tra questi, perché fatti da alcuni  i miei amici cari,  i dissensi di Luigi Telese e Gino Di Meglio.

Non riesco a capire né le loro critiche né i distinguo che onestamente mi sembrano fuori luogo.

Perché ad una cosa fatta benissimo e che ha mandato in estasi gli isolani e, soprattutto,  i nostri turisti, debba far da contraltare tutto quello che non è stato fatto e non funziona nel resto della vista amministrativa del nostro paese.

Se la festa non fosse stata organizzata, e così bene ribadisco, le problematiche che abbiamo non sarebbero state ugualmente, né d’incanto, risolte.

Viviamo di turismo per chi non lo sapesse.

Ed il turismo è anche fortemente questo.

Del resto ci lamentiamo spessissimo della carenza di eventi di alto livello organizzati sulla nostra isola per cui non si riesce proprio a comprendere perché proprio ora che se ne fa uno vero che mette in mostra

la nostra Storia,

la nostra Cultura,

il nostro saper fare, perché  signori esiste anche tanto “saper fare” senza doverci quotidianamente spalmare di fango con malcelata goduria,

il nostro Spettacolo della nostra Isola,

il tutto debba essere messo in antitesi alle annose mancanze della amministrazione ischitana.

Tutte mancanze che continuo a denunciare quotidianamente e che continuerò a fare, senza sconti verso una giunta ed un consiglio comunale quanto mai inadeguato e dannoso.

Ma vivaddio credo anche che onestà intellettuale debba riconoscere i meriti, quando ci sono, e non recriminazioni di piccolo cabotaggio che non fanno onore alle intelligenze di chi le manifesta.

Resto dell’idea che una località come la nostra dovrebbe avere minimo tre o quattro manifestazioni simili dislocate durante tutta la stagione turistica da maggio a settembre, e se una critica mi viene da muovere, è quella che un evento simile avrebbe dovuto avere una eco ed una risonanza nazionale con magari una copertura televisiva.

Qui però torniamo alle decennali carenze in termini di promozione del nostro territorio attraverso un ufficio stampa degno di tal nome e di livello internazionale.

Su una cosa però non si può non convenire.

Io ieri sera, come tanti ischitani, sono stato ancora una volta fiero ed orgoglioso di esserlo.

Ed il merito di chi ha saputo organizzare un evento simile non può essere sottaciuto né relazionato ai vizi che non sono certo scomparsi ieri sera ma che non  lo sarebbero stati nemmeno se il 17 settembre 2014 fosse stata una normale e stanca serata di fine estate ischitana.