La Confesercenti isolana pubblica un’analisi che parte da dati senza fonte per dipingere una stagione fallimentare. La realtà certificata dai Comuni e dalle piattaforme internazionali racconta una storia completamente diversa.
Circola in questi giorni un’analisi della Confesercenti Isola d’Ischia che, con le migliori intenzioni, produce un effetto paradossale: usare cifre non verificate per dipingere un quadro catastrofico di una destinazione che invece cresce, e cresce bene. Vale la pena rispondere punto per punto, dati alla mano.
Le 18.000 doppie: un numero senza fonte
L’analisi parte da un dato presentato come assiomatico: 18.000 camere doppie sull’isola, pari a 36.000 posti letto “nelle sole doppie”. Non viene citata alcuna fonte — né il database ISTAT, né i registri della Regione Campania, né i dati comunali delle strutture autorizzate. Costruire un’analisi sull’occupazione ricettiva partendo da un denominatore gonfiato porta inevitabilmente a conclusioni gonfiate. È matematicamente impossibile ottenere tassi di occupazione realistici moltiplicando un numeratore attendibile per un denominatore fantasioso.
“Un tasso di occupazione è il rapporto tra presenze reali e capacità reale. Se la capacità è inventata, il risultato è propaganda — non analisi.”
I dati reali: oltre 3 milioni di presenze a fine anno
Al 17 settembre 2026, i soli dati pubblicamente consultabili dei due principali Comuni ischitani — quelli dotati di piattaforma open — registrano:
A fine stagione, i due Comuni capofila raggiungeranno verosimilmente le 2.000.000 di presenze. Sommando le presenze degli altri quattro Comuni (Lacco Ameno, Casamicciola Terme, Barano, Serrara Fontana) — stimabili in circa 1.000.000 ulteriori presenze — l’isola di Ischia chiuderà il 2026 sopra i 3 milioni di presenze totali.
Con una permanenza media di 5,1 notti — dato certificato dai grandi gruppi alberghieri isolani — si ricava che i turisti che hanno realmente pernottato sull’isola nel corso dell’anno sono circa 588.000 arrivi. Non i 350.000–400.000 che l’analisi Confesercenti vorrebbe farci credere.
Il segnale Expedia: Ischia in massimo trend positivo in Italia
A corroborare i dati comunali arriva una fonte di indubbio peso internazionale. I referenti di Expedia — la maggiore OTA mondiale insieme a Booking — presenti sull’isola in questi giorni, anticipano risultati che saranno resi pubblici a breve. Sul canale Expedia, Ischia si posiziona come la destinazione italiana in massimo trend positivo.
Ischia: destinazione italiana #1 per crescita su Expedia
Non si tratta della crescita complessiva dell’isola, ma di un segnale di tendenza preciso e indipendente: quando la principale piattaforma di distribuzione turistica globale registra un’impennata sul traffico verso una destinazione, il mercato sta mandando un messaggio che sarebbe irresponsabile ignorare.
Il dato sull’ADR è particolarmente significativo: non cresce solo la quantità, ma anche la qualità della domanda. I turisti che arrivano spendono di più a notte — esattamente ciò che il settore reclama da anni come obiettivo strategico.
Il contesto competitivo che le analisi storiche ignorano
Qualsiasi comparazione con il passato deve tenere conto di un panorama competitivo radicalmente trasformato. Trent’anni fa Ischia competeva su uno scacchiere Mediterraneo con un numero limitato di avversari. Oggi il campo è completamente diverso:
| Destinazione | Presenze stimate 2026 | Tendenza | Note |
|---|---|---|---|
| Ischia | ~3.000.000 | +22% su Expedia | ADR in crescita del 10% |
| Ibiza | ~3.000.000 | −8% presenze | Destinazione comparabile per dimensione |
| Croazia (costa) | Decine di milioni | — | Era inesistente come competitor 30 anni fa |
| Albania, Nord Africa | In forte crescita | — | Nuovi posti letto a prezzi bassi |
| Crociere Mediterraneo | Crescita a due cifre | — | Accessibili a ogni fascia, sottraggono notti |
Ibiza — icona del turismo mediterraneo di qualità, con presenze analoghe a Ischia — registra nel 2026 un calo dell’8%. In questo scenario, mantenere i volumi e anzi aumentarli del 22% sul canale principale è un risultato eccellente che richiede riconoscimento, non lamentele.
Il turismo da weekend: un problema reale che merita dati reali
La Confesercenti ha tutto il diritto di segnalare le difficoltà strutturali del comparto. Il fenomeno del turismo da fine settimana, con il vuoto infrasettimanale che ne consegue, è un problema reale: alberghi e strutture sostengono costi fissi per sette giorni su sette pur lavorando a pieno regime per quarantotto ore. È una criticità che merita discussione seria in sede istituzionale.
Ma quella discussione seria richiede numeri seri. Gonfiare la capacità ricettiva per deprimere artificialmente il tasso di occupazione, ignorare i dati ufficiali sulle presenze comunali, non citare le fonti dei propri dataset: tutto ciò non produce analisi, produce una narrativa del fallimento che danneggia l’immagine di una destinazione su cui gli stessi operatori commerciali lavorano.
Ischia cresce. I numeri lo dicono.
3 milioni di presenze a fine stagione. 588.000 turisti reali che hanno scelto l’isola. Espansione del 22% sulle prenotazioni della principale OTA mondiale. ADR in crescita del 10%. Una destinazione che compete e vince in un Mediterraneo affollato di nuovi rivali che trent’anni fa non esistevano.
Confesercenti dovrebbe studiare i numeri senza sparare cifre a caso, operare su quelli le proprie legittime scelte di rappresentanza e smettere con il piagnisteo che sentiamo da una vita — un piagnisteo che, paradossalmente, è l’unica vera minaccia all’immagine di Ischia che merita attenzione.
Fonti: Portale presenze Comune di Ischia e Comune di Forio (dati al 17/09/2026). Permanenza media: elaborazione interna su dati grandi gruppi alberghieri ischitani. Dati Expedia: anticipazione referenti locali, pubblicazione imminente. Dati Ibiza: fonti stampa specializzata settore turistico 2026.
